Archive | November, 2012

L’amore è una sindrome bipolare

30 Nov

Dunque, che cos’è l’amor?
Una canzone di Capossela, ok ci siamo. 
Un apostrofo rosa tra le parole Hai l’herpes, pure.
Non dover mai dire Vedi che è il buco sbagliato, va bene.
E poi?
Potremmo aggiungere che l’amore è quando lei finge che la tua panza sia meglio degli addominali di Gabriel Garko; oppure che l’amore è quando lui le dice che ha le maniglie dell’amore, tenendo per sé che le adora.
Insomma, l’amore è una cosa che ti fa diventare un po’ scemo.
Ma anche no.
Ma il più delle volte sì.

Io l’ho sperimentato pochissime volte e, sinceramente, è una cosa che rimpiango.
Certe volte invidio quegli imbecilli che si innamorano ogni tre settimane, con spasmi al cuoricino, farfalle nello stomaco più altra fauna di bagherozzi vari che si muove tra intestini, cuore e culo.
Certo se guardo la mia indifferenza, mi viene da pensare che l’imbecille sono io, un po’ come il Chimico di De Andrè “morto in un esperimento sbagliato”. Che, diciamocelo, non c’è niente di peggio che morire in un esperimento sbagliato.
E’ come morire mentre si spia una coppia scopare. Loro scopano, tu guardi e poi muori.
E quando ti va male le cose non seguono neppure quest’ordine.

Mi ricordo di una ragazza, che per preservare la sua privacy chiamerò Serial Killer, per cui mi presi una cotta terribile: un colpo di fulmine capace di mettere in moto dieci Delorean (le citazioni nerd sono il mio forte). Le cose non andarono bene, anzi, andarono maluccio… oddio, in realtà andarono proprio una merda, col mio amato muscolo cardiaco messo sul suo piano da lavoro e affettato dalla qui citata ragazza per mezzo di un Miracle Blade Serie Perfetta (me la cavo pure con le metafore, eh?)

Questa cosa mi viene in mente oggi, perché ho realizzato che sono passati sei anni da quel periodo. Sei anni in cui non è successo nulla, in cui il cuore non è impazzito, lo stomaco non si è intrecciato, il cervello non è esploso a causa di quell’unico pensiero fisso che dice Lei Lei Lei. 
Sei anni.
E poi c’è gente a cui capita ogni tre settimane.  E si lamenta perché soffre per amore. 

“Ti senti solo?” mi ha chiesto un amico in chat. 
“Sì” ho risposto. 
“Prova a uscire di più”. Che come idea non è male, finché non ti rendi conto che gli amici aumentano la tua solitudine. Perché loro sono lì, ad abbracciare i compagni e le compagne, a stringerli, a farci l’amore, a confidarsi…
… e tu, invece, sei con un libro di Douglas Coupland in mano, che aspetti (o speri, o ti illudi) che prima o poi la tua testa poggerà non sul solito cuscino, ma su un paio di gambe, che ti accolgono in silenzio; mentre la legittima proprietaria sta leggendo così come stai facendo tu. E quell’intimità dice più di qualsiasi esperimento che sia possibile osservare. 

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Ricchionamente vostro

23 Nov

Io me la ricordo bene che cos’è l’omofobia, anche se a me gli uominisessuali non è che mi piacciono, cioè ci esco insieme, ci prendiamo il caffé, parliamo di film, di libri, di quanto cazzo vesto male ma poi basta, niente lingua in bocca o cazzo in culo siamo amici, tutto qui. 
Però sto fatto dell’omofobia io me lo ricordo perché tipo quando stavo alle medie tutti mi chiamavano ricchione. Cioè non dicevano proprio ricchione, mi chiamavano “ciucetta”, che per chi non è di Napoli è provincia vuol dire una cosa come “fighetta”, da ciucia che vuol dire figa. E poi mi mettevano una mano ad altezza pacco e con i denti di sopra sul labbro inferiore facevano un verso tipo “Ffffff”, che secondo loro doveva essere il rumore che fa una mano quando attraversa una foresta di peli pubici. 
Io ricordo che ci stavo male, che tornavo a casa in lacrime, che imploravo a mia madre di cambiarmi scuola ma lei niente, che sennò secondo lei mi rammollivo, non sarei mai cresciuto, dovevo imparare a tirare avanti e a farmi scivolare le cose addosso. Ma una volta io non ce la feci più, per un attimo fu tutto rosso e detti un pugno al quello che mi prendeva in giro. 
Ma non fu sto granché di pugno perché il giorno dopo lui stavo tutto sorridente, che ancora mi chiamava ciucetta e stava lì a fare “Fffff”, mentre io avevo un grosso livido alla mano.
Il problema però non era questo tipo, ma le ragazze in classe che ridevano sino alla lacrime quando succedeva questo, che ti facevano capire che non era lui lo stronzo, ma io quello sbagliato, diverso anche se non ero ricchione. 
Poi una volta una ragazza mi credeva gay e ha fatto di tutto per venire a letto con me, e visto che non c’era il letto mi ha portato in auto, ma a quel punto avrà avuto un dubbio e alla fine mi ha chiesto: “Ma come, tu non sei omosessuale?”
Io le dissi di no e lei rispose che ero uno stronzo. 
Io quella la presi come una specie di mezza vendetta. 
Sarebbe stata una vendetta completa se a farsi sbattere nell’auto fosse stata una qualsiasi delle compagne di classe delle medie. 
Anche la più cessa. 

Un problema di sincerita

21 Nov

Il problema quando esci con qualcuno che ti piace non è nascondere i tuoi sentimenti, ma nascondere l’erezione, che preme contro i jeans fichissimi di Versace che ti ha regalato la zia (te co sta cippa che spendi tanto per dei pantaloni) e che ha preso di ben due taglie più piccoli, perché lei ti vuole bene, ha sempre creduto in te, ti ha visto sempre meglio di quello che davvero sei, quindi non bada ai chili di troppo che hai messo su tra kebab, aperitivi, e cibi precotti che divori davanti alla televisione mentre guardi Californication.
Insomma sei davanti a lei, ti racconta di una cosa divertentissima e tu fai certe smorfie da ebete perché il cazzo lì sotto preme proprio forte e fa male e parecchio.
“Scusa, c’è qualcosa che ho detto che ti ha infastidito?”
Quanto vorresti dirle la verità, nuda, cruda, salvifica, liberatoria, in grado di toglierti via da impicci, imbarazzi, di mostrarti per quello che sei: un ragazzo dotato di pene che ben reagisce di fronte ad una gentil pulzella che non solo apprezzi tu, ma apprezza anche lui… e la cosa non è semplice, quante volte è capitato che tu e capitan batacchio foste in disaccordo!
Invece resti in silenzio, perché se i sentimenti a volte mettono in imbarazzo, timidezza, l’erezione fa ancora peggio; o almeno in questa fa del rapporto.
Per un attimo, però, pensi che potresti farla questa prova, dirle: “Senti mi piaci, non solo come persona, ma anche come corpo, occhi, tette, culo, spalle… oddio quanto mi arrapano le tue spalle, cazzo sono solo spalle! Perchè diavolo mi fanno questo effetto? Però prima come persona, per quello che dici, per come lo dici… cioè, non so se prima o dopo. Però guarda, corpo e tutto il resto stanno a pari merito, giuro… e non lo dico per fare il paraculo, che poi uno sembra un porcomaniacoschifoso se nota solo quello, ma ha questi occhi, queste tette e cazzo queste spalle, che faccio non le guardo, fingo che non ci sono?”
Ma alla fine resti in silenzio, continui con le smorfie e le inizia a fare pure lei, che non capisce se sei scemo, hai dei tic, o è l’inizio di un ictus.
E il problema non è solo con lei, ma in generale, è successo lo stesso anche con altre prima di lei (non con tutte però). Stai sempre lì a chiederti perché hai paura dei tuoi sentimenti, così come di tutto il resto. Come se ci fosse qualcosa di vergognoso a dire: “Lo sai, mi piaci un sacco”. Oppure: “Ti fotterei fino a consumarmelo!”