Idea per una serie tv: Riapatori di caldaie

25 Nov

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Mimmo e Peppe sono due superamici del cuore che si conoscono da quando, ai tempi dell’Itis, si davano in faccia con quelli del primo anno quando non sapevano come apparare la giornata. 

Arrivati all’età di vent’anni, i genitori si cacano il cazzo di mantenerli così li obbligano a trovare un lavoro. Loro prima frequentano un corso organizzato dalla Regione Campania, di quelli che rilascia l’attestato alla seconda lezione, alla terza già abbandonano e mettono un annuncio su meetic come riparatori di caldaie.

Nel primo episodio, ricevono una chiamata da una donna sola in casa. Quando arrivano da lei, si accorgono che di faccia fa schifo ma come fisico può andare e allora fanno tutti i tipi romantici. Poi, mentre uno limona con lei sul divano, l’altro cerca del portagioie qualcosa di valore ma si accorge che c’è tutta roba di plastica.
Così Mimmo e Peppe decidono di non riparare niente (che tanto manco lo sanno fare) ma si fanno dare lo stesso duecento euro, altrimenti Peppe la sputtana con tutti in paese facendo vedere le foto che le ha scattato mentre limonava con Mimmo.

Nel secondo episodio un tipo tutto arrogante chiama perché la caldaia non funziona. Mimmo dice subito: “Mò veniamo”. Poi attacca e dice a Peppe: “Veniamo cu ‘stu cazz!” I due prima vanno al bar a comprare qualche gratta e vicini, li grattano, bestemmiano i santi e le madonna perché non hanno preso niente. Ordinano poi un caffé corretto e poi prendono un altro gratta e vinci. Con questo vincono cinque euro, così se ne escono come gran signori e si sparano pure le pose col giornalaio che dice: “Uà frati, avete arrevotato”. Ma in realtà pensa: “Ma guarda ‘a sti doje sciem!” Con la cinque euro comprano un altro gratta e vinci ma questa volta non vincono niente. Allora bestemmiano ancora di più e quando un signore tutto seccato intima loro di smetterla di nominare il nome di Dio invano, prima lo prendono a schiaffi, poi Mimmo gli da una capata in bocca, Peppe fa un video e, quando sono a casa, lo caricano su youtube. Il giorno dopo vanno a casa del tizio che li aveva chiamati e lo trovano morto assiderato con le stallatiti che gli colano dal naso.

Nel terzo episodio vengono chiamati dal corso della Regione. “Qua se non seguite, vi togliamo la licenza”.
“E licenzia stu pesc” dice Mimmo.
E Peppe continua: “A licenz’ra puttan’e mammt”
E continuano così da buoni venti minuti, mostrando che non è vero che all’Itis non si impara come gestire un rapporto professionale.
Poi visto che non hanno riparazioni da fare, si mettono fuori al bar a sfottere le femmine che passano.

Perché la televisione mi ha cacato il cazzo

15 Nov

Sono anni che non ho la televisione.
Più o meno da quando Enrico Papi andava in onda di sera insieme ad un tizio chiamato Uomo-gatto. Quest’Uomo-gatto era uno con la faccia da morto ti figa, che se si faceva chiamare Cesareo era più onesto, anche perché in questo modo capivamo che la patana non l’aveva vista manco quando è nato.
Insomma, a quei tempi in tv c’erano ‘sti due e in più un pubblico in visibilio perché l’Uomo-gatto aveva un super potere. Direte voi: guarire gli ammalati? Trasformare l’acqua in piscio senza farla passare per la vescica? La capacità di fare condoni fiscali facendosi un pesce in mano? Manco pe gniente! Lui indovinava una canzone sentendone giusto il primo secondo.
A quel punto – e questo lo ricordo benissimo – mi dissi: “Ma chi cazz’ mo fa fà?” Presi la televisione, tolsi le varie spine e la portai ai miei genitori, perché proprio il giorno prima la loro si era rotta. “Te ne devi comprare un’altra?” chiese mio padre.
“Un’altra? Tu sei pazzo, io non la voglio proprio vedere più!”
E così è stato.

Sinceramente: il problema non era tanto l'uomo gatto, quanto 'e sciem che andavano pure a farsi fare gli autografi.

Sinceramente: il problema non era tanto l’uomo gatto, quanto ‘e sciem che andavano pure a farsi fare gli autografi.

 

La cosa assurda è che, malgrado questo, io continuo a sapere più o meno quello che succede. Tipo so che Morgan a X-factor ha meno dignità del mio gatto quando si lecca le palle, che Fabrizio Frizzi si traveste ogni settimana da rock star ma ha comunque più dignità di Morgan, e che adesso a Uomini e donne hanno messo pure i vecchi che fino a qualche giorno fa se ne stavano belli per il cazzi loro a guardare i cantieri in strada.
E voi vi chiedere: ma come fai a sapere tutte ‘ste cose? Sei maccico? Sei un fenomeno paranormale?
Guagliò, mica l’ho capito e, detto tra noi, sta cosa mi fa paura, perchè dentro il mio cervello ci sono delle sinapsi che potrei occupare ricordando – che ne so – la tavola periodica e, invece, sono buttate al cesso con queste informazioni che al massimo mi saranno utili quando cercherò di posteggiarmi una sciampista con evidenti handicap mentali.

Premesso questo, ieri sera volevo farmi la bocca dolce e così sono andato in cucina a prendere un paio di clementine. Qui c’era mio padre che guardava Santoro. Qui si parlava di nuovi poveri.
Non so voi, ma io quando sento parlare di nuovi poveri penso ai padri divorziati che tolgono il pane alla caritas ai marocchini. Invece, qui c’era gente che comunque un lavoro ce l’ha, che a fine mese ci arriva, che magari una volta le vacanze se le facevano a New York, mentre adesso si devono accontentare delle isole Eolie.
Ma la cosa ancora più assurde, che a parlare di povertà c’era gente che povera non è per niente.

Io non so cosa voi intende per poveri. Non voglio essere estremo pensando a quelli che vivono sotto i ponti, ma per me un nuovo povero è chi, per una qualsiasi ragione, deve fare una visita medica inaspettata e già la cosa lo destabilizza perché non sa più come mangiare sino a fine mese.  O almeno, nella mia innocenza, mi aspetto questo.
E invece ecco che ci troviamo l’esercito Rai che urla sputazzando contro questo scandalo. Poi in studio chi invitano? Un’operaio che si fa il culo otto ore in fabbrica? Un operatore di call center che guadagna 230 euro al mese? Macché professionisti e contro-professionisti che si lamentano che quest’estate, quando sono stati a Praia a mare, non sono andati tutte le sere a cena fuori, pseudo-imprenditori che una volta facevano l’aperitivo dal giapponese mentre adesso devono accontentarsi di un qualsiasi bar.

Allora onestamente per me sta gente deve prendere baracca e burattini e andarsene affanculo. Ma non in modo normale, deve andarsene affanculo nel proprio di culo, attraverso un movimento contorsionista che darà tanta soddisfazione sia a loro che a me che li guardo mentre assumono una forma da uomini di merda quali sono.

Visto questo, ho preso le mie clementine e me ne sono andato. Poi ho accesso il pc, mi sono sparato una grandissima puntata e How I met your mother e, rispetto allo spettatore medio di Santoro, mi sono sentito un grande intellettuale!

Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro Diprè: ermeneutica di un catafratto

11 Nov
Achille  Bonito Oliva disapprova questo post.

Achille Bonito Oliva disapprova questo post.

Tempi duri per l’arte, tempi duri per tutti gli studenti di filosofia, del Dams, dell’istituto delle belle arti, convinti che i loro diciotto stentati o le loro lauree conseguite a trent’anni li mettano nella condizione di salire su un piedistallo e giudicare (con la tipica frustrazione di chi non ha arte figuriamoci poi se ha una qualche parte) l’operato altrui.
Mi dispiace ragazzi, come diceva un saggio, era meglio se vi imparavate zappatori, era meglio se cominciavate a lavorare da Burgher King dieci anni fa, era meglio se vendevate pietre lunari porta a porta… perché non c’è posto per voi.
Oggi c’è solo Andrea Dipré.

Adrea Dipré in un momento catafratto.

Adrea Dipré in un momento catafratto.

Lontano dall’acidità tipica di chi fa critica, questo illuminato moderno ha una parola buona per tutti: ogni atto per questo Mahatma dei giorni nostri diventa un’espressione artistica. Lì dove voi vedete merda, lui è in grado di scorgervi la poesia, la capacità di incesellare un’opera in grado di catafrangere lo spettatore (ma solo quello davvero attento, che ha strappato il velo di Maya) e collocarlo all’interno di un contesto nel quale assume un senso in grado di stravolgere il normale scorrere del tempo e il normale dilatarsi dell’universo, favorendo così nuovi e particolari percorsi esistenziali che non possono lasciare indifferenti, anzi mutano profondante sin dentro l’essenza.
(Non ho la più pallida idea di ciò che ho scritto, ma sembra quasi una cosa intelligente).

Ma chi è Dipré?
Andrea Dipré nasce per gemmazione durante la sagra del muflone di Cinisello Balsamo.
L’evento fu presenziato da un gruppo di ingegneri che, osservando la scena, hanno compreso in che modo si sarebbero riprodotti anche loro.
Frequenta abili mentori che lo accompagneranno durante la pubertà instillandogli la saggezza che lo contraddistingue.

Il primo di questi è l’avvocato Salvatore Granato del foro di Nola, detto Totò ‘a trastola. Si dice che è proprio questi che indirizza l’immenso verso lo studio della legge, quale unico pilastro etico sul quale sorreggere una critica rispettosa delle convenzioni sociali e che, allo stesso tempo, offra tutte le armi a disposizione per affrontare una qualsiasi causa di tipo penale.  Celebri ormai sono le parole di Totò: “Adrè ‘sta cosa non si può fare… però vedi che mò un cavillo per metterglielo nel culo lo troviamo”. In questa espressione si può cogliere l’animo profondamente rivoluzionario e anticonformista, che ha portato l’avvocato Granato ad una serie di vicissitudini che si sono concluse con l’arresto e due anni ai domiciliari.

Altro mentore è Patrizio Squillante, conosciuto ai più come Mirella Carioca. Il suo giocare con la sessualità, alla modica cifra di ottanta euro a prestazione (tutto coperto), ha fornito al nostro Leonardo l’abilità di vedere oltre i limiti biologici umani. Si dice che ogni volta che Andrea Dipré si catafrange, spalmandosi sul divano come lo Spuntì su una fetta di pane, lo faccia in onore di Patrizio. Era proprio quella l’espressione che assumeva durante gli incontri col maestro, quando quest’ultimo, sopra di lui, gli contava ogni singolo neo sulla schiena.

Infine abbiamo Natalia Russo, apparentemente una semplice maestra di scuola elementare, ma in realtà una pioniera della pedagogia post-moderna. Sua, infatti, è l’opera saggistica intitolata Il bukkake come forma di comprensione dei propri studenti.

Un Vip che cerca di ottenere prestigio facendosi immortalare con la Luce.

Un Vip che cerca di ottenere prestigio facendosi immortalare con la Luce.

I suoi anni di formazione, proprio come quelli di Gesù, sono sconosciuti. Nulla si sa prima dei 33 anni, quando compie il primo miracolo, salvando una donna da uno stupro semplicemente trattenendosi.

A 34 anni, redime una suora, instradandola alla prostituzione.

A 35 anni, invece, salva un prete pedofilo smascherando un nano che si vestiva da bambino per abusare degli ignari prelati.

Giunge alla fama portando alla conoscenza della massa incolta opere di una bellezza disarmante. Come i dipinti Natura morta con ingoio, Mamma e papà fatti con le mazzarelle e i cerchietti, La natività non venuta proprio benissimo. Nello stesso periodo viene rapito da un alieno, che gli chiede se ha delle sottilette da prestargli. Questi svela al Dipré il segreto dell’universo e lui, beffardo, lo perde a poker in un bluff.

Attualmente molti sono i suoi detrattori, invidiosi rosiconi che lo deridono, incapaci di accettare la geniale rivoluzione che sta portando avanti.
Queste righe, da parte mia, sono un omaggio al Maestro per insegnare a voi – mie cari lettori desiderosi di conoscientia – ciò che si cela dietro questa nobile figura.
(Oltre Patrizio Squillante, ovviamente)

Le domande importanti della vita

2 Nov

Sono col maestro Hikimoro, il mio mentore di zen e tiro con l’arco.
Nel giardino in cui meditiamo c’è solo la pace, il silenzio e la voce del maestro Hikimoro che mi dice: “Concentrati sul suono di un applauso con una mano sola. E ora porta l’attenzione a tutto ciò di cui non sei consapevole. Apriti alla moltitudine. Individua quante persone in questo momento ti stanno pensando e immaginano di tirarti i cuppetielli dietro. Senti il flusso dela vita che si mischia a quello dell’inflazione. Richiama il tuo Chi così come richiami la tua ex cessa tutte le volte che resti un mese senza farti una pelle. Concentrati sulla musica dell’universo e su come somiglia a quella di Bobby Solo”.

Seguo la sua voce, i suoi consigli. Poi mi dice: “Medita sulle domande importanti della vita sino a quando non arrivi a quell’illuminazione che non abbraccia solo te ma anche chi ami”.
Resto nel profondo di me stesso sino a quando la mia mente non si schiude.

"Immagina una mosca che ti ronza attorno quando vuoi dormire, quanto fastidio ti da. Puoi decidere di combatterla o di accettarla. Oppure puoi prendere il Raid e spruzzarglielo tutto addosso a quella zoccola.  La scelta giusta è quella del saggio" Una tipica storia del maestro Hikimoro

“Immagina una mosca che ti ronza attorno quando vuoi dormire, quanto fastidio ti da. Puoi decidere di combatterla o di accettarla. Oppure puoi prendere il Raid e spruzzarglielo tutto addosso a quella zoccola.
La scelta giusta è quella del saggio”
Una tipica storia del maestro Hikimoro

Inizio ad interrogarmi:
Ha senso uno sport come il curling?
C’è vita oltre la morte?
C’è morte oltre la vita?
C’è sofferenza dentro il piacere?
C’è piacere nella sofferenza?
C’è il dado in questo brodo oppure è naturale?
C’è il collegamento ad internet veloce?
Si può superare la linea dell’orizzonte? (Sì, perchè l’hanno segnata con la matita)
Dove va a finire tutto l’olio che si frigge durante le feste dell’Unità?
Perché non hanno ancora tolto internet a Saviano?
Hanno senso tutte queste domande?
Quale domanda ha davvero senso?
Potrebbe essere quella di come rendere la mia vita e quella dei miei cari migliori?
Cosa vorrebbero conoscere tutti? (Quando finisce Beautiful)
Oppure? (Come diventare ricchi)
Come posso rendere me e i miei cari più ricchi? (Guadagnano 9 miliardi cadaparente)
Come posso arricchire ogni mio parente donando loro 9 miliardi cadaparente iva esclusa?
Una buona risposta può essere farsi sognare da ogni parente fornendo ad ognuno i numeri del lotto?

Apro gli occhi avvolto in un’aura di buddità. “Maestro, ho la risposta!” dico.
Hikimoro, però, non c’è più. Al suo posto c’è un bigliettino: “Mi sono cacato il cazzo di meditare, vado un po’ dietro la stazione a praticare il tantra. Tu, intanto, perdi un po’ di tempo con le frecce come un indiano circondato dagli sceriffi”.
Mi alzo, cerco l’arco, lo prendo e mi chiedo: “Sono io che tendo lui o lui che tende me?”
La risposta, mi arriva sotto forma di sms proprio dal maestro Hikimoro. E’ una sola parola, saggia come solo la consapevolezza può essere: “Mammt!”

L’oroscopo secondo Umbertoskj

10 Oct

Siamo sinceri, io un po’ il cazzo me lo sono cacato che tutti sti radical chic se leggono l’oroscopo su Internazionale si sentono dei grandi intellettuali, mentre se vedono un tizio che lo legge su Alfonso Signorini Magazine è solo un cafone.

Così ho deciso di fare un oroscopo pure io.
Ieri infatti ero sul terrazzo col mio cannocchiale e, mentre spiavo la coppia di fronte casa, che aveva un menage a trois con un castoro ho fatto sta pensata di dare pure un’occhiata alle stelle e ho deciso di dire la mia a riguardo.
(Non ho capito, se Brezsney dice tutte quelle minchiate non vedo perchè non possa farlo anche io)

 

ARIETE
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Lavoro: ritenta sarai più fortunato.
Soldi: visto che ogni sabato sera ti riduci come la merda, non credo che l’idea di venderti un rene sia buona. Per come li tieni conciati se ti danno venti euro è pure assai.
Amore: Sarà stata anche una notte bellissima ma mò ti toccano tre mesi di cura per la clamidia.

TORO
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Lavoro: L’offerta che riceverai è buona, stai solo attento a non farti sgamare dai carabinieri.
Soldi: Investili in un buon avvocato (così, per stare tranquillo).
Amore: In cella incontrerai una persona speciale.

GEMELLI
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Lavoro: Il punto è che ti puoi pure fare il culo otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana, ma se non ti pagano al massimo è volontariato!
Soldi: Fuori la chiesa si è liberato un posto.
Amore: Ricorda una cosa fondamentale, tutti meritano amore incondizionato. Però, non prenderti collera, tu sei un caso a parte.

CANCRO
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Lavoro: No guagliò, ma quante volte te lo devo dire che stare su facebook non è una fatica?
Soldi: Che te ne fotte, finché campa tuo padre e ti da la settimana è tutto a posto!
Amore: E’ vero che in altre culture la vostra unione sarebbe definita normale, ma in questa… che cazzo, vergognati!

LEONE
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Lavoro: Se lo viene a sapere tua madre le prende un colpo!
Soldi: Ho capito che si guadagna ma ti rendi conto di quante malattie ti puoi prendere?
Amore: Bravo, così magari la prossima volta lo usi il parapesce!

VERGINE
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Lavoro: Oggi come oggi il lavoro di riscossione debiti va molto. Prima di iniziare, però, fatti dire bene che fine ha fatto quello che stai andando a sostituire.
Soldi: Se poi li butti nel videopoker che cazzo li guadagni a fare?
Amore: Capisco che ti sta facendo provare sensazioni mai provate prima, ma è pur sempre un cavallo!

BILANCIA
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Lavoro: Il fatto che non ti hanno manco dato un contratto da firmare doveva farti sospettare qualcosa.
Soldi: Tra un po’ viene il tuo compleanno, vedi che qualche parente che ti regala una mazzetta ci sta.
Amore: Basta, fattene una ragione e smettila di cercarlo una volta per tutte!

SCORPIONE
China food festival

Lavoro: Lascialo prima che ci scappi il morto!
Soldi: Se non li ripulisci e ti becca il fisco è inutile che dici che sei sfortunato. Al massimo sì strunz!
Amore: Vabbè, è vero che state insieme solo perchè paghi sempre tu, ma finché chiavate che te ne fotte?

SAGITTARIO
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Lavoro: Si stanno per aprire ottime possibilità come “guaglion rò bar”. Certo che alla tua età io mi metterei scuorno.
Soldi: Fai attenzione, il trucco sta nel rubare dalla cassa piccolissime cifre.
Amore: Vabbè, non ti ha detto che si era fatto l’operazione per il cambio di sesso, ma neppure tu sei perfetto!

CAPRICORNO
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Lavoro: Ma se sta roba la sperimentano addosso a te e non addosso a loro, secondo te, fa bene?
Soldi: “E’ un’affare sicuro” ha detto. Fossi a te ‘o sputass’n faccia!
Amore: Il fatto che non abbia un orgasmo da quando state insieme non vuol dire che non ti ama, però pure tu, cerca di capire se poi se ne tiene uno diverso a settimana.

ACQUARIO
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Lavoro: va bene, ma non dire in giro quello che fai sennò sei sputtanato!
Soldi: Ho capito che tua nonna li vuole in prestito per l’operazione, ma pure se la fa quanto tempo vuoi che campi? E poi, sinceramente, credi che te li restituirà?
Amore: Se quando gli chiede dell’ex cambia sempre discorso un motivo ci sarà.

PESCI
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Lavoro: Con sti tempi io non farei lo schizzinoso, finché non ti prendono io continuerei.
Soldi: Il tuo coinquilino non è andato a dormire dalla fidanzata. Controlla sotto il materasso e fatti due conti.
Amore: Se si dice “l’importante è che respiri” ci sarà un motivo, e che cazzo!

Battutario sporadico #01

3 Oct

Visto che non mi viene nulla in mente in questo periodo, riciclerò su questo post alcuni status postati su facebook. Per un mondo ecosostenibile, il riciclaggio è importante.

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“Antipolvere Pronto: pulizziamo tutte le polveri, anche quelle sulla recchia”.
Tra un po’ le aziende, per paura del boicottaggio, faranno pubblicità del genere.

Ma perché le bimbeminkia hanno la reflex e quelli che fotografano gli ufi sempre degli apparecchi di merda?

“Scusi, sta aspettando Godot?”
“No, la Vesuviana”

Io il governo lo proverei a affidare alle uniche persone che ritengo affidabili in questo momento nel Paese: coloro che traducono i sottotitoli per le serie in streaming.

Quando vedo un gruppo di maschi attorno al tizio che sta accendendo un barbecue, e ognuno snocciola la propria teoria su come accedere il fuoco, mi rendo conto che sto assistendo all’inizio di quel percorso che li poterà inevitabilmente a guardare i cantieri, criticando quelli che ci stanno lavorando.

Ma sono l’unico che quando sente parlare di “larghe intese” pensa ad una categoria su youporn?

Viviamo in anni così tristi che ad un certo punto i giovani decidono di iscriversi all’Università.

Capisci di vivere in una società sessocentrica quando non importa quale sia il tuo problema, troverai sempre qualcuno che ti consiglierà di risolverlo facendoti una pelle.

Una volta eri figa.
Poi ho capito che eri solo problematica.

Visto come sta messo Paolo Brosio, mica sono sicuro che quelli a Medjugorje si possano chiamare proprio miracoli.

E’ arrivata una busta di equitalia.
Mi sento sollevato: pensavo fosse la partecipazione ad un matrimonio.

Oggi ho fatto delle sessioni di coaching con le seguenti persone: un professionista nel campo dell’edilizia, un poliziotto e uno skipper.
Insomma, se avessi avuto anche l’indiano e il cowboy avrei completato l’intera collezione dei Village People.

“Signora, lei è vedova?”
“No, ma ci sto lavorando”

Il femminismo spiegato a facebook: prima si battono per le quote rosa poi rompono il cazzo ai fidanzati perché guardano le nuove colleghe gnocche appena assunte.

Guido Barilla rimedia all’errore: “Per farci perdonare, stiamo per lanciare un nuovissimo sugo al pesce”.

“Mi sento depressa”
“Forse dovresti fare un po’ di palestra”
“Quindi stai dicendo che sono grassa?”
“Ma no, volevo intendere che fare attività fisica smuove le endorfine, che sono un antidepressivo naturale. Ma facciamo così, fingiamo che non ti ho detto niente, gli antidepressivi comuni andranno più che bene!”

Sono sempre più convinto che i cerchi nel grano siano un chiaro messaggio di un popolo extraterreste.
E sono quasi certo che vogliano dire una cosa ben precisa: “Giacobbo, fatti i cazzi tuoi!”

Io capisco quelli che a trenta e passa anni sono ancora all’università.
In ogni caso restano dei disoccupati, ma almeno sembra che stiano facendo qualcosa.

Ciò che non ti uccide ti caca il cazzo.

I 5 giocattoli che tuo figlio deve assolutamente avere

29 Sep

In questo mondo privo di punti di riferimento, in questi tempi completamente privi di una direzione chiara com’è possibile crescere un bambino?
Quando ero piccolo c’erano i giocattoli: ad esempio, ricordo il mio splendido Luciottolo, un peluche a forma di Lucciola (non quella sulla tangenziale, l’insetto) a cui bastava schiacciagli la pancia per illuminarsi. Mi dava quel profondo senso di protezione e conforto che tanti altri, più grandi di me, sempre in quegli anni, riuscivano a trovare solo nell’eroina.
Ma come sono i giocattoli di oggi e in che modo possono far crescere sano un bambino?
Per voi, giovani menti desiderose di conoscentia, ecco i cinque giocattoli che non dovrete fare mancare a vostro figlio.
(E se per caso pensate di non avere figli, mi spiace dirvelo ma le statistiche parlano chiaro: la possibilità che si rompa il parapesce aleggia su di voi ogni volta che vi fate una chiantella. Quindi fate gli scongiuri e continuate a leggere questo post dai risvolti pedagogici).

WOLVERINE TIRAMI IL CHIONZO

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Il celeberrimo X-Man insegna a tuo figlio che certe volte l’unica cosa che si può fare è chiudere gli occhi e partire di bocca.
Notate lo sguardo arrabbiato del nostro eroe, la sua espressione minacciosa, gli artigli ben in mostra e il pacco in evidenza come a voler dire: “Se fai un cattivo lavoro ti ammazzo ma se lo fai buono il collutorio te lo offro io!”
Attenzione: questo giocattolo è salito alla ribalta della cronaca quando due ragazzine (Maria Rosaria Guglielmini di Bari, 16 anni e Sandra Giacomelli di Pistoia, 13 anni) durante un approccio sessuale (la prima con un suo coetaneo, la seconda col professore di inglese) hanno mostrato la natura forviante del giuoco e, invece di suggere, hanno soffiato e soffiato e soffiato, gonfiando di conseguenza la sacca scrotale dei rispettivi partners sino a farla esplodere.
Utile se volete trasformare le vostre figlie in soggetti pericolosi per qualsiasi maschio nei dintorni.

IL ROBOT PASTORE

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Da un’idea di Monsignor Bagnasco, l’androide pastore sarà in grado di insegnare a tuo figlio la strada del signore. Assemblato insieme a pezzi di vera pelle santa di Padre Amort, è dotato della capacità di allontanare il maligno in ogni occasione. Atti impuri, pensieri maliziosi, idee malvagie, tutto ciò viene captato dal software creato dal team di ricerca Opus day (hanno cercato di inglesizzare il nome per sembrare più cool e a passo coi tempi), questo attiva il nostro robot che comincia a invocare rituali di esorcismo colpendo con la croce il bambino sino ad immobilizzarlo a terra, completamente terrorizzato.
In più ha la speciale modalità “bye bye testimone di Geova”: attivandola e mettendo il vostro robottino la domenica mattina fuori la porta di casa vostra, fa in modo che questi si scagli contro qualsiasi testimone di Geova. Ma, invece di usare la violenza, si mette sul loro stesso piano, così risponde: “Ma sì, parlatemi di questa vostra apocalisse che avete inculato già tre volte di seguito”. Fa domande, chiede informazioni, li fa parlare sino a quando, con la bocca ormai arsa, completamente sfiniti, si lasciano morire di fronte ai suoi gelidi occhi meccanici.

BARBYE & KEN CHE COMBATTONO PER LA LIBBBERTA’
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Nel mondo ci sono le guerre, nel futuro ce ne saranno molte di più e saranno tutte umanitarie. Ormai non si combatte per odio, non si combatte per interessi petroliferi, non si combatte per posizioni strategiche, mannò, manco per la cippa, le guerre vengono fatte tutte per la libertà e la pace. Così anche Barbye e Ken hanno imbracciato le armi e sono pronti a fare un culo così a tutti quelli che si oppongono allo zio Sam.
Questa coppia (regolarmente sposata secondo rito cattolico ufficiato da un generale dei Marines) insegnerà ai vostri figli a non aver paura della violenza, che è possibile risolvere ogni problema ignorando quegli idioti che rompono col dialogo e facendo parlare gli A-K 38.
Intolleranza, violenza improvvisa, tendenze nazionaliste: queste sono le qualità indispensabili che svilupperanno i vostri figli giocando con questa coppia di simpatici bontemponi. Insomma, impareranno a destreggiarsi in qualsiasi occasione e a capire che se qualcuno, ad esempio, frega loro il parcheggio sotto casa, non c’è nulla di più civile che fargli saltare in aria l’auto col cane dentro.

LA BAMBOLA CHE FA LA LAP DANCE
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Vi ricordate quei bei vecchi tempi, quando i bambini chiedevano alla mamma la Barbye Cuoca, o la Tanya che va a scuola, o Ciccio Bello operaio malnutrito in una fabbrica della Nike? Mò sinceramente voi credete che vostra figlia, con i tempi che corrono, possa avere un futuro diverso da quello di spogliarellista?
Per carità, se ci credete chi sono io per dirvi che potete farla pure studiare e, che ne so, farla laureare in filosofia… e sono certo che quando si toglierà il reggiseno parlando di Hidegger la cosa sarà pure abbastanza affascinante, ma non saranno le citazioni colte a farle avere quelle mance in più che le servono per pagare la casa di riposo in cui vi ha rinchiuso perchè non smettete di rinfacciarle di essere finita a fare la troia malgrado tutti i soldi che avete speso per farla studiare.
Così tanto vale darle un modello di riferimento che, in modo sottile e subliminale, le farà capire che è di vitale importanza imparare a ballare attorno ad un palo.
Attenzione: se regalato all’età gusta può fare in modo che vostra figlia diventi la ragazza più popolare della scuola; specialmente tra i ragazzi.
Poi che ne sapete: da lì al grande fratello il passo potrebbe essere breve!

KEN HAPPY HOUR PRIMA DEL MUCCA ASSASSINA

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Piccolo gioiello tecnologico, oltre ad essere terribilmente cool e a passo coi tempi, questo Ken è contrario a qualsiasi forma di discriminazione. Ostenta la sua passività fingendosi etero o attivo e, se schiacciate il pulsante dietro il sedere, dirà le seguenti frasi:
– “Mi vengono le lacrime solo a pensare che un giorno Cher morirà”
– “Che palle, ma in questa città non c’è nessun maschio attivo?”
– “Sono una diva!”
–  “Lo conosco da due minuti ma già lo amo, però anche quello lì in fondo potrebbe essere l’uomo della mia vita!”
In più, quando mettete due bambolotti l’uno vicino all’altro interagiscono tra di loro.
“Ciao io sono Ken e tu?”
“Anche io mi chiamo Ken”
“Fantastico. A proposito Ken, ti andrebbe un pompino?
“Perchè no, andiamo in bagno”

Puoi pure fare l’etero, ma quando ti succhi gli spaghetti Barilla un po’ ricchione lo sembri

26 Sep
Vedete bene che il vero nome della pasta non è Barilla ma Balilla.

Vedete bene che il vero nome della pasta non è Barilla ma Balilla.

 

E’ uscita sta storia della Barilla che fa: “La nostra pasta è solo per etero, se sei ricchione prenditi la De Cecco, che costa pure meno, morto di fame che non sei altro!”
E ovviamente il popolo della rete si scandalizza.

(Mò siamo sinceri, il popolo di internet si scandalizza per ogni cuollo di cazzo: qualche giorno fa ha mosso una protesta – rigorosamente su facebook perché ormai il mondo vers. 1.0 è antico – contro lo scandalo delle fogne senza alligatori. Se l’avete dimenticato è perchè ogni giorno c’è una protesta nuova e non puoi sempre essere aggiornato come un i-phone).

Di conseguenza, la risposta è stata quella di boicottare la pasta Barilla.
Ecco, ora devo essere proprio sincero: io non credo nel boicottaggio.
Magari si comincia con le migliori intenzioni, ma si perdono per la via.
Vai al supermercato, butti tutto alla rinfusa nel carrello poi torni a casa e tuo figlio fecato fa: “Ma mamma, hai preso la pasta Barilla. Ma quella ce l’ha coi ricchioni!”
La mamma, dopo aver salito dodici buste della spesa e tre cascette d’acqua Lete, non solo si è cacata il cazzo ma non tiene manco voglia di dar retta al fan di Mengoni che si ritrova per figlio, così gli fà: “Ma no, questa è la cellula terroristica della Barilla, quella che vuole sconfiggerla dall’interno. Quella finge di essere dalla loro parte e poi ce lo mette nel culo”.
“Mamma, ma la voi smettere di usare quella frase per dire cose negative. E’ omofobica”.
“Ma è una cosa negativa, non sai quanto ce l’ha grosso tuo padre: fa male assaj!”
A quel punto il gelo cade sulla scena, mamma e figlio si guardano negli occhi e non si dicono più niente.
Lei cucina la pasta e lui la mangia senza fiatare.

Poi la sera, quando i genitori sono a letto, il padre domanda alla madre: “Né Carmè, ma perchè nostro figlio mi sta puntando la vrachetta da quando sono tornato a casa?”
“Niente Salvatò, nun te ne incaricà”
“Senti Carmè, ma volessimo fare due fetenzie?”
Che se poi se Carmela e Salvatore fossero radical chic lui le direbbe: “Che ne dici di fare una versione erotica di Sogno di una notte di mezza estate? Io faccio il pastore che viene trasformato in asino”.
Invece sono due cafoni come tanti, così dice: “E jà te lo apponto piano piano stu cazz’e ciuccio”.

E il figlio dall’altra parte sente tutto, ma proprio tutto. E sta sul suo lettino con gli occhi sbarrati e, visto che il padre gli ha bruciato tutti i peluche quando ha scoperto che gli piaceva il pesce, non può abbracciare nulla, così stringe forte a sé la busta vuota della pasta Barilla e un po’ si sente protetto.

Ecco, fondamentalmente questo è il motivo per cui non credo al boicottaggio.

Paura e delirio dal medico della Asl

26 Sep

Da bravo appartenente alla classe media con tanto di parenti medici, raramente ho fatto ricorso al medico di famiglia, se non per farmi prescrivere i medicinali. Ma qualche giorno fa mi sono sottoposto a questa avventura.

Non appena arrivo al centro medico lo trovo presieduto da vecchietti che scalpitano per entrare. Per certi aspetti ricordava la scena degli zombie nel centro commerciale nel film di Romero. Ora dovete capire un fatto importante, i veri punk oggi sono i vecchi: vestono male, puzzano, urlano, bestemmiano, sputano a terra, protestano contro il sistema e se gli gira ti picchiano col bastone. Quindi, cercando di non provocare reazioni pericolose, attendo che apra il centro.
Nel momento in cui le porte si aprono divento consapevole del valore energetico e nutriente del semolino, che fa scatenare la mandria di fronte a me con un vigore impressionate;  una violenza del genere l’ho vista solo in occasione del G8 di Genova (quando sempre un vecchio, un partigiano della vecchia guardia, andò a prendere fuori alla Diaz il figlio poliziotto, prendendolo a schiaffi sull’orecchio e buttandogli addosso tutto lo scuorno dei colleghi).
Li lascio scorrere e poi mi metto in fila.

Vecchio confuso che sembra uno zombie.

Vecchio confuso che sembra uno zombie.

 

Quando arriva il mio turno, mi ritrovo di fronte ad una signora incazzata come un’ape, che manco mi guarda in faccia tanto è presa dal controllare le prescrizioni. “Mi scusi…” cerco di attrarre la sua attenzione, così come farei con qualsiasi essere umano. Che volete farci, sono un inguaribile ingenuo: lei, ovviamente, non mi caga manco per sbaglio (gli psicologi definiscono questo fenomeno “stitichezza esistenziale”). “Mi scusi, dovrei vedere il dottor…”
Lei alza lo sguardo, lo punta nei miei occhi e per un attimo mi torna in mente Mazinga che spara i raggi laser. Sono pronto ad essere incenerito, quando lei fa: “Ma non lo vede che sono occupata”.
“Ma certo che lo vedo” cerco di conservare il mio charme. “Ma sa com’è, dovrei vedere” e dico il nome del medico.
Lei sbuffa, poi prende un pezzettino di carta e ci scrive un numero con la penna.
“Che sarebbe?”
“E’ il numero, lei è il ventunesimo della fila”.
Minchia, pure in macelleria hanno il rotolo automatico e qui c’è la signora scazzata che segna i numeri a penna!
Sto quasi per dirlo, ma preferisco evitare e andare nella sala d’attesa.

Oggi ho voglia di uscire e incontrare qualcuno. Quasi quasi vado a farmi una bella coda all'Asl!

Oggi ho voglia di uscire e incontrare qualcuno. Quasi quasi vado a farmi una bella coda all’Asl!

Ora dovete sapere che la sala d’aspetto del medico è un mondo a parte, un universo parallelo dove i più basilari convenevoli tra sconosciuti convergono su argomenti quantomeno macabri. Cerco di non socializzare, mi metto in un angolino e mi limito ad ascoltare.
Un paio di signore cominciano a confrontare i rispettivi medicinali che assumono: io, che scaramantico non sono, per sicurezza mi do una toccata di palle, leggera leggera come la mano di un’arpista.
Poi passano alle malattie che hanno, quelle che hanno i vicini e anche quelle che hanno delle signore che pure vengono lì a farsi visitare ma oggi non ci sono: è lì la toccatina continua ma con una veemenza più che da arpista da batterista.
Forse quelle signore non ci sono perchè sono morte, dicono le vecchie ed ecco che passano in rassegna i morti degli ultimi mesi: ormai mi sto ravanando così violentemente il pacco che il vecchio di fronte a me quasi comincia a tirarsi una pugnetta solo per solidarietà.
Sento un profondo senso di depressione, fatalità, apocalisse e precarietà manco avessi appena finito di leggere un romanzo di Cesare Pavese. Controllo il mio numero, al bacone stanno servendo il 5… me ne posso anche andare al bar a prendere un caffè.

Giuvinò, ma voi siete il nipote di quella che è morta?

Giuvinò, ma voi siete il nipote di quella che è morta?

Sarà passata una mezz’ora quando rientro e siamo ancora al numero dodici, così prendo il cellulare, metto le cuffie, apro il libro che ho con me e cerco di ignorare l’ambiente, lasciando che le ere geologiche trascorrano, che si alternino le glaciazioni, sino a quando non arriva il mio turno.

“Lei è un informatore famarceutico?” mi chiede il dottore.
Per la cronaca: indosso una maglietta a mezze maniche e un jeans, non l’uniforme da rappresentante, fatta dal completo blu e dalla cravatta sgargiante con un nodo enorme (che poi è la stessa uniforme degli impiegati della Tecnocasa).  “Veramente no”.
“E che cos’ha?”
“Eh, non lo so, per questo sono qui”
“Ma sta bene?”
“Veramente no”
“Ottimo così, si sieda”.
Ottimo così?
OTTIMO COSI’?
Ma chi cazzo sei, Hannibal Lecter che ha toccato il fondo?
Ora, devo essere sincero, io di film pecorecci ne ho visti tanti, da Il ginecologo della mutua a Pierino medico della Saub, ma una battuta del genere manco lì hanno avuto il coraggio di mettercela.
“Mi spoglio?” domando.
“No, non si preoccupi. Mi dica i sintomi”.
Faccio l’elenco completo e lui: “Secondo lei che è?”
Cerco con lo sguardo la laurea e mi assicuro che non l’abbia presa a Topolinia, né con la raccolta punti dei pelati Cirio. “Influenza?” tiro ad indovinare.
“Ma no, per niente”.
Mi osculta la schiena, mi controlla la gola, schiaccia e comprime parti varie del mio corpo. Poi segna dei medicinali in aramaico e mi lascia uscire.
Quando esco cerco di comprendere cosa sta scritto sulla prescrizione, ma oltre l’occhio della civetta e il geroglifico del del falco non è che capisca molto. In compenso, la farmacista non appena vede il foglio subito capisce va a prendermi le medicine.

Ed io me la immagino la poverina, china sui libri di linguistica, ancora studentessa, mentre cerca di imparare a decifrare una scrittura le cui origini si perdono dei secoli, quando ippocrate stesso nel suo giuramento scrisse: “Prometto di non recare alcun male… però cacare il cazzo scrivendo in modo incomprensibile si può fare!”

 

 

I 5 maschi che non ti devi mai tenere

23 Sep

IL NARCISISTA
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E’ inutile, è lui la prima donna e anche la seconda e pure la terza. Voi al massimo potete essere gli occhi nei quali si specchia e si vede bellissimo.
Normalmente questa tipologia di maschio lo si riconosce facilmente: attore, modello, personal trainer e, in qualche occasione, musicista. Lui non è solo bello, è anche interessante e così profondo che il mondo deve conoscerlo, di modo da godere di tutti i benefici della sua presenza. Lì per lì può anche sembrare l’uomo ideale: istrionico, affascinante, con tanti argomenti a sua disposizione ma, man mano che lo conoscete, vi rendete conto che gli unici argomenti che ama sono due: “io” e “me stesso”.
E’ il tipo di maschio che se lo chiamate per dirgli che vi hanno licenziato, vi risponde: “Ma è terribile… a proposito, ma lo sai che quell’imbecille di Maria ha detto che sono cretino. Ovviamente: io le do il palo e lei accusa”. Insomma, proprio ciò che avete voglia di sentirvi dire dal vostro uomo.
Dal punto di vista sessuale, invece, potrebbe anche essere una bella esperienza se solo non fosse così ossessionato da sé stesso da guardare più il proprio riflesso nello specchio che voi. Poi, a fine interazione, vi guarda con enorme senso di soddisfazione e fa: “Però… sono stato bravo, vero?” Ed è meglio per voi rispondergli subito, magari con un cartellino con su scritto almeno un 8, altrimenti è capace di mettersi nelle orecchie e tenere il muso per almeno due giorni.
E’ il classico ragazzo a cui, se qualcuno gli dice che ha una bella fidanzata, risponde: “Voglio ben vedere, sta con me”. Come a voler dire che in realtà siete dei cessi assurdi, poi però vi siete messe con lui e siete migliorate.

IL CICCIOBOMBA METALLARO
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Per carità, i gusti sono gusti e nessuno può dire niente, ma… sinceramente, in questo caso, levate mano!  Lo so, una lo vede cattivo, con le maglie sataniche e con così tanta carne da amare e non può non sentire un fremito di desiderio, ma è tutta apparenza. In realtà è buono, calmo, tranquillo e, all’ora di merenda, mentre ascolta a tutto volume gli Anal Vomit chiede alla mamma se gli può portare un mottino.
Ogni tanto caccia fuori la lingua alla Gene Simons, fa il segno delle corna e urla: “Viva il metallo”. Ma poi torna al suo essere pacioso e posato. Non si incazza neppure quando sta in fila da un’ora al Burger King e gli chiudono la cassa non appena arriva: lui è il ritratto della buddità metallara.
Il problema è che se volete il trasgressivo, restate fregate. In più siete costrette ad andare ad ogni raduno metal e ad ogni concerto, con tanto di amici che non parlano altro che di metal, film horror e bevono birra manco fosse acqua. Magari un mesetto ci resistete pure, ma poi non ce la fate più e lo tradite col primo chierichetto iscritto all’azione cattolica (che poi scoprirete avere dei resti umani nella lettiera del gatto).

IL BELLO E TORMENTATO

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Pure lui è una fregatura come il cicciobomba metallaro ma in modo differente. Fisicamente è completamente agli antipodi, in più indossa il tormento come un vezzo, un vanto, una seconda pelle che un po’ puzza di depressione e un po’ di testosterone. Una miscela pericolosissima, perchè in certe donne genera un pensiero tanto bislacco quanto malato che si sintetizza nell’espressione: “Io lo salverò!”
Ora, sappiate questo: il bello e tormentato cerca donne che vogliano salvarlo, ma non vuole essere salvato. Cerchiamo di essere logici: se smettesse di essere tormentato, il settanta percento del suo fascino se ne andrebbe bellamente a puttane (e forse in un paio di occasioni dovrebbe fare lo stesso anche lui).
Come il narcisista ha pochi argomenti diversi da sé, anche se in apparenza sembrerebbe diverso. Potrà citarvi Nietzsche, le poesie di Verlene, mostrarsi cultore di musica new wave così come di musica classica, ma in realtà il suo modo di parlarvene e più che altro un modo di parlare di come sé stesso e bravo e intelligente da conoscere tutte queste cose (che poi, a suo dire, sono tra i motivi per cui è così tormentato).
Così in manco due mesi vi ritrovate a fare da balia a un tardo adolescente così tardo ma così tardo, che non capite se si tratta di un vero e proprio handicap mentale o di un effetto collaterale delle droghe di cui fa uso (ma mai in modo così massiccio da restarci sotto una volta per tutte).
Anche in questo caso: per il vostro bene, scappate appena potete!

L’INTELLETTUALE
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Convinto che tutti i libri che ha letto gli donino un potere che lo pone su un immaginario piedistallo dal quale (con cognizione di causa) può giudicare chiunque, si aggira per biblioteche varie adocchiando i libri sugli scaffali e le pulzelle nei dintorni. A volte sovrappeso, altre invece pesa cinquanta chili con tutti i libri che sta portando con sé, il che lo mette in una difficile posizione nel momento in cui arriva un tamarro e lo provoca. A quel punto, il suo potere, così come il suo piedistallo, niente possono contro la virilità ruspante del tamarro che, malgrado sia ignaro del congiuntivo, così come della consecutio, lo intimidisce con un rutto o semplicemente levandosi gli occhiali da sole modello tronista.
Iniziare una relazione con lui equivale ad iscriversi di nuovo a scuola, con tanto di maestrino privato che vi tratta come delle povere deficienti a cui mancano le basi. (Non importa se voi non conoscete gli scavi archelogici di Paestum, oppure il Trittolemo di Sofocle o l’opera inedita appena ritrovata del Leopardi: per lui sono comunque le basi e a voi mancano!)
Certe volte lo si può trovare in facoltà come assistente del professore o dottorando. In quel caso fa un certo effetto, lo vedete circondato di ragazzi e ragazze che lo ascoltano, ridono alle sue battute e con cui magari va anche a prendere il caffé al bar in modo informale. Ma non appena volta le spalle, ecco che lo prendono per il culo manco si stessero allenando per le olimpiadi degli insulti.
Le donne sensibili alla favella possono restarne affascinate ma rendetevi conto che se vi becca in bagno a leggere Lupo Alberto è capace di cacarvi il cazzo per una giornata intera, per poi montarvi una libreria Billy in bagno (presa per l’occasione da Ikea) e riempirvela di libri da lui selezionati, di modo da evitare che cadiate di nuovo nel baratro della leggerezza e della superficialità.

IL GIOCATORE NERD

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Si può trattare di magic, di word of warcraft, di dungeons & dragons o qualsiasi altro video gioco, gioco di ruolo o di carte, l’unica cosa che potete fare è scappare. Se sentite qualcosa come l’innamoramento, se prova un po’ di attrazione fisica, se vi dite “apperò, sembra interessante”, lasciate stare.
In apparenza il giocatore nerd è il classico bravo ragazzo, simpatico e anche interessante ma non appena entra nella modalità giocatore tutto cambia voi non esistete più, ma non ce l’ha con voi, è il modo reale a sparire e lui si trasforma in un guerriero, in un elfo, in un troll ma anche in una fatina guaritrice . Non c’è modo per farlo tornare indietro, potete richiamarlo col suo cibo preferite, promettergli una provvista annuale di pompini, così come la possibilità di farlo a tre con la vostra migliore amica, ma niente, lui non si smuoverà.
E questo neppure è il peggio!
Il peggio è quando finisce di giocare e deve riprendere contatto col mondo reale. In quel momento è come se stesse in un limbo: è consapevole di essere un essere umano comune sul pianeta Terra, ma con la testa è ancora al gioco di ruolo e inizia lunghi pippotti sulla giocata appena fatta, su come avrebbe dovuto condurla meglio, come avrebbero dovuto giocarla gli altri, poi passa alla giocata futura, alle possibili strategie. Ora, se siete anche voi giocatrici nerd, tutto apposto, non c’è problema. Se non lo siete: già è un casino per le coppie quando uno è di Napoli e l’altro è di Roma, chi ve lo fa fare di mettervi con uno che addirittura vive in un altro mondo?